
Ma noi siamo cittadini Romani?
A quanto pare no, visto che il Governo e il Comune di Roma non ci considerano tali.
Come noto, recentemente, per rimpinguare le ormai vuote casse dello stato, hanno deciso di far pagare alcuni tratti autostradali o tratti di interconnessioni alle autostrade che non erano a pagamento. Ci sarebbe rientrato anche il GRA ma l'ipotesi era improponibile per motivi logistici (caselli sul Raccordo avrebbero bloccato tutta la viabilità romana) di giustizia (ormai il raccordo è una strada che serve ai romani per spostarsi all'interno della loro città) e politici (tutta la roma politica era ovviamente contro, Alemanno in primis).
Alemanno, con una efficace provocazione, è arrivato a dire di voler sfondare il casello sul GRA se l'avessero messo.
Si è modificato, quindi, il tiro e si è deciso di far pagare il GRA a chi viene da fuori Roma, mettendo un balzello di medioevale memoria ai caselli in entrate e uscita dalla città.
Ma in questi caselli ci sono rientrati anche quelli di Settecamini, Lunghezza e Ponte di Nona che sono dentro il Comune di Roma, sono quartieri di Roma. I Romani che abitano in questi quartieri per muoversi dentro Roma con l'A24, sono stati ingiustamente discriminati nei confronti di altri. Cittadini di serie B.
Giustamente, a tutela degli abitanti degli altri comuni sono intervenute le Province di Roma e di Rieti, facendo ricorso al TAR contro gli aumenti.
In riferimento a questi ricorsi, Alemanno ha detto che gli aumenti non riguardano i cittadini romani, quindi il comune di Roma non si è opposto al provvedimento.
E noi chi siamo?
Cittadini dimenticati.
Alemanno, vieni a sfondare anche il nostro casello, per cortesia.
Mancuso, organizza una protesta come le facevi una volta contro il pedaggio che danneggia il territorio dove sei stato eletto.
Di Cosimo, difendi i cittadini di lunghezza da questo sopruso.
Per adesso, il silenzio ma meglio tardi che mai.
Nessun commento:
Posta un commento