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lunedì 17 maggio 2010

Asili nido a Ponte di nona


Il nostro quartiere, abitato per lo più da giovani coppie a basso reddito al riparo dai prezzi folli degli immbili dentro al GRA, è uno che ha più alti se non il più alto indice di tasso di natalità di tutta Roma. Qui sta nascendo la Roma del futuro. Giovani che non hanno occupato case, non hanno costruito case abusive ma con il prezzo della loro fatica e del loro onesto lavoro cercano di vivere una vita dignitosa, pagando il mutuo ogni mese. In Italia, tuttavia tutto sembra mettersi contro l'istituzione familiare. ed il disagio sociale delle nuove famiglie è tanto.

L'alto tasso di natalità dovrebbe essere preso in considerazione dal Comune nel momento in cui si progetta la dislocazione di nuovi asili nido. Peraltro a Ponte di nona c'è un deficit in più. A differenza degli altri quartieri di Roma nei quali se non riesci a collocare il pargolo all'asilo vicino casa c'è sempre la possibilità di usufruire di un nido del quartiere vicino, ponte di nona è un'isola in mezzo alla campagna romana. Se i servizi non sono presenti al suo interno non ci sono alternative.

Riportiamo una lettera di un papà Pontenonino inviata al Messaggero.

Gentile Redazione de Il Messaggero, graderei far giungere questa mia lettera, certo che molti altri genitori come me la condivideranno, al Dipartimento Istruzione del Comune di Roma.

Nel nuovo quartiere di Roma chiamato Ponte di Nona, vivono centinaia di nuove famiglie con neonati o bambini con meno di 3 anni, dove moltissime famiglie hanno acquistato la loro abitazione con enormi sacrifici che tradotto significa mutui di 20/25 e anche 30 anni da 800/1000 euro mese, da tramandare di generazione.

Per pagare un mutuo oggi, bisogna lavorare in 2 … quando basta, ed invece questa “signorile“ condizione, almeno dai parametri del Comune di Roma, estromette quasi automaticamente dalle graduatorie degli asili nido nei confronti di una medesima famiglia ma residente in un’abitazione in affitto.

Mi permetto di dire “estromette” perché se in nuovo quartiere come il nostro viene istituito un asilo nido che riserva ai bambini con meno di un anno solo 13 posti inclusi – giustamente – le persone disagiate e diversamente abili, per pochissimi eletti sarà possibile usufruire di tale servizio.

Quando non si è accettati ai nidi comunali, bisogna decidere se una persona deve continuare a lavorare e pagare un mutuo, oppure rivolgersi ad nido privato ai costi che tutti conoscono e che certamente prendono quasi la metà di un normale stipendio.

Dimenticavo, sarebbe anche possibile licenziarsi e rimanere a casa con i bambini... almeno fino a quando la Banca non la reclamerà per i mancati pagamenti delle rate di mutuo. Sfido le Istituzioni a contraddirmi.

Cordialmente

Alessio Mucci

(13 maggio 2010)

La Sapienza e Assopontedinona: ricerca sulla mobilità a Ponte di Nona



Ritenendo di far cosa utile e gradita, ci permettiamo di riportare l'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Università La Sapienza effettuata anche mediante la collaborazione di Assopontedinona.

Vuoi partecipare alla ricerca che l'Università di Roma La Sapienza sta conducendo sulla mobilità nel nostro quartiere Ponte di Nona? Aiutaci a migliorare il quartiere rispondendo al questionario proposto dai ricercatori universitari Francesca Rizzo e Valerio Audisio, coordinati dlla Prof.ssa Lucina Caravaggi della Facoltà di Architettura.



Il Dipartimento di urbanistica e dei sistemi informativi territoriali della Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza (http://www.urbisroma1.org/index.php) sta conducendo, tramite i due ricercatori universitari Francesca Rizzo e Valerio Audisio, coordinati dalla Prof.ssa Lucina Caravaggi, un'indagine sulla mobilità e gli spostamenti a Ponte di Nona e Lunghezza.
Le informazioni raccolte serviranno ad individuare azioni concrete per migliorare l’accessibilità dei servizi legati al trasporto pubblico locale, e promuovere nuove modalità di spostamento interne al quartiere.
scarica il questionario qui, compilalo e trasmettilo a romafuorigra@libero.it. Il questionario è rigorosamente anonimo.
I risultati della ricerca saranno pubblicati (anche) su www.assopontedinona.it.

domenica 14 marzo 2010

Ponte di nona: la somma delle parti non basta a fare una città


Riportiamo un interessante articolo sul nostro quartiere tratto dal blog Italia 2013

Il marciapiede lungo via Ponte di Nona finisce improvvisamente nel fango.Dietro la rete comincia la terra di nessuno, affacciata sugli spazi della campagna romana. Poche centinaia di metri più a sud i carrelli del supermercato vengono lasciati abbandonati su strade improvvisamente interrotte. E quelle trincee fresche di scavo apparentemente così banali e provvisorie, testimoniano la nascita di una nuova città nella quale vivranno 40.000 persone.
Con questo breve contributo si vorrebbe descrivere la vicenda che ha interessato l’espansione di un brano urbano della città di Roma problematizzando da un lato gli esiti di una stagione urbanistica accusata di non aver saputo restituire spazi di qualità alla cittadinanza e di aver
allargato le fila della rendita fondiaria, dall’altro cercando delle chiavi di lettura possibili, meno dissacranti di quanto non faccia il giornalismo di inchiesta, in grado di interpretare in chiave positiva nuovi quartieri in divenire, che ormai sono sotto i nostri occhi e che sollevano un bisogno di un progetto per la città.
Parole chiave di questo contributo vorrebbero essere delle suggestioni, eppur banali dalle quali ripartire per pensare al città: si tratta di convivenza, diritti di cittadinanza, giustizia spaziale.
Studi recenti in campo urbano individuano nell’accessibilità e nelle forme di socialità che si dispiegano nello spazio urbano, forme basilari di esercizio della cittadinanza e di diritti situati nello spazio. La prospettiva spaziale nei confronti della giustizia, la spatial justice, sta
acquistando terreno per ragioni a noi ovvie, le stesse che ci portano a cercare a Ponte di Nona l’esemplificazione di quello che non dovrebbe accadere in un buon governo della città.
Ponte di Nona, cosi come si presenta oggi, sembra gettare le premesse per una vita quotidiana faticosa e difficile. La promessa delle centralità, mediante le quali il piano regolatore attribuiva strategicità e nuovi funzioni ad ampi comparti urbani, sembra sostituita da una città che prosegue il suo congenito sviluppo per parti autoreferenziali e incapaci di dialogare, destinando interi ambiti di trasformazione alla perifericità, sia in termini spaziali che
funzionali.
Le nuove espansioni, ancor più delle periferie consolidate, sono fatte di terraine vague, aree a standard sovradimensionati, parcheggi abbandonati o sottoutilizzati. Una storia nota al sistema di produzione della città, ampiamente descritto da Insolera negli anni ottanta. E la prospettiva
si aggrava notevolmente se collochiamo il consumo di suolo e l’espansione edilizia della più ampia crisi ambientale.
Da questo punto di vista Roma è ancora acerba, rifiuta di diventare metropoli e con questo rifiuta di dotarsi delle attrezzature minime necessarie ad elevarla al rango di città sostenibile. E anche se in molti vi diranno che “Roma ha la più alta dotazione di aree a parco di tutta Europa” è la integerrima resistenza delle sovrintendenze che dobbiamo ringraziare non certo
una lungimirante politica orientata alla città sostenibile.
La domanda che dobbiamo semplicemente porci è: che tipo di città é quella sotto i nostri occhi? Il che equivale a chiedersi non solo che tipo di spazio si sia prodotto, ma anche se sia una città che mobilita o smobilita, mina o promuove processi di partecipazione, incoraggia o scoraggia il conseguimento dei diritti di cittadinanza basati sullo spazio di prossimità.
Ponte di Nona- Lunghezza, si presenta ad oggi nella forma di un grande contenitore per il commercio con più di 200 negozi e multisala e ristoranti, ma prevede (in futuro?) la nuova stazione ferroviaria, 2000 parcheggi, servizi pubblici e privati, attività ospedaliere, la sede del municipio, un hotel centro congressi, un mercato coperto. Lo spazio restante dovrebbe essere occupato da un parco tematico con centri sportivi. L’infrastruttura avrebbe previsto anche piste ciclabili e pedonali che però non sembrano trovare corrispondenza nell’assetto dell’insediamento residenziale limitrofo. Ad oggi la maggior parte di queste infrastrutture e servizi non sono stati realizzati mentre il centro commerciale è stato inaugurato nel 2007 consentendo l’apertura di un casello autostradale sulla A-24 che fornisce una connessione per il quartiere, ma al modesto prezzo di 1,60 euro a pedaggio.
A fianco della centralità sorge oggi un’area residenziale di 6.000 unità, che è stata progettata da un consorzio di costruttori che negli anni ‘90 aveva acquistato i terreni. L’area è nota come il Nuovo Quartiere Caltagirone.
Nel 1995 il comune, mediante un accordo di programma, ha reso le aree edificabili. In cambio il costruttore avrebbe dovuto urbanizzare l’area, occuparsi della fornitura dei servizi e restituire una porzione di città completamente finita ai cittadini. Ad oggi 4.854 unità abitative sono
terminate e abitate da circa 18.000 abitanti. Il quartiere è quindi il prodotto della volontà privata e presenta i limiti della tipica speculazione edilizia romana.
I primi abitanti sono arrivati nel 2002 e hanno da subito intuito che Ponte di Nona non sarebbe stata un’isola felice: l’area si presentava come un cantiere, privo dei servizi minimi e in una condizione di perifericità aggravata, non solo dalla distanza reale dal centro, ma anche dall’assenza di collegamenti pubblici; la spazzatura non veniva raccolta; i servizi di prossimità inesistenti: le poste, la farmacia, attrezzature; e ancora strade senza marciapiedi né
illuminazione.
Le difficoltà dei primi abitanti, che si definiscono “pionieri”, non ridimensionavano le attese costruite su una retorica della vendita di un “complesso suburbano nel verde, con attrezzature sportive nel parco e molti negozi”: una promessa di urbanità a tutti gli effetti una promessa di urbanità a tutti gli effetti portata avanti dall’agenzia immobiliare Carlino. Nonostante
acquistino sulla carta, la fiducia nell’attore privato è totale: “Caltagirone non fallisce” risponde il marito alla moglie preoccupata della bontà del loro investimento.
Ma non sono tutti cosi entusiasti, ci sono gli scettici “Siamo ostaggi nel cemento di una fatidica cattedrale nel deserto” scrive un blogger del quartiere.
Nel 2004 un gruppo di cittadini si è organizzato per rivolge al Sindaco una domanda esplicita di servizi pubblici locali. Le loro rivendicazioni erano fondate su di una quotidianità difficile caratterizzata da lunghi tempi per lo spostamento, il traffico, la condizione delle strade, l’assenza dei servizi pubblici e di servizi minimi .
Primi nella lista la sicurezza e i marciapiedi; a seguire autobus e farmacie. Ma la lista è ancora lunga. Nasce il comitato di quartiere e viene aperto un forum online per agevolare la comunicazione, fare il punto degli incontri, scambiare documenti. Un gruppo di volontari si organizza per la redazione di un giornale locale, viapontedinona, che pubblica l’aggiornamento sulle attività del comitato di quartiere. Per portare avanti le proprie rivendicazioni gli abitanti scendono in piazza nel marzo 2007, una manifestazione di quartiere unica nel suo genere. Di lì a poco la coalizione di destra vincerà le elezioni capitoline e il presidente del comitato di quartiere verrà eletto consigliere municipale nella stessa coalizione. Nel maggio 2007 si inaugura il centro commerciale “più grande d’Europa”. Di lì a poco altri centri commerciali
cominciano a costellare la città da Nord a Sud. In assenza di alternative, gli abitanti erano in prima fila per partecipare all’inaugurazione, il primo fatto interessante che avveniva nel quartiere e che li interessava direttamente.
Il giornale viapontedinona dedica un intero numero all’apertura del “centro”, offrendo una mappa dettagliata dei negozi e delle attività programmate. Il centro commerciale e i negozi diventeranno di lì a poco sponsor principale di questa iniziativa nata localmente.
Il 3 maggio 2008 una puntata di un noto programma nazionale, Report, descrive tra gli altri esempi, Ponte di Nona come un caso di denuncia di una politica urbana che ha allargato le fila della rendita immobiliare a discapito dei cittadini. Da lì un acceso dibattito tra i tecnici dell’amministrazione, assessori, consulenti che giustificavano a vario titolo le buone intenzioni del piano. Sull’onda dell’attenzione mediatica il quartiere riesce ad ottenere le prime risposte e un dialogo attivo con il municipio.
Ad oggi il quartiere lascia intravedere i segni emergenti del consolidamento di un’area neo-borghese che trova corrispondenza elettiva nel centro commerciale. Ma non mancano le contraddizioni.
Tutto il quadrante Ponte di Nona-Lunghezza pone seri problemi di convivenza aggravanti dalla carenza di servizi e dai nuovi carichi urbanistici.
E mentre molte città stanno dando priorità alle politiche per la sostenibilità e sanciscono il ritorno alla prossimità (i ten minutes walking) come l’orizzonte in cui esercitare i principali diritti di cittadinanza, un’accessibilità isotropa del territorio, il giudizio da esprimere nei confronti di Roma è senza appello: si è disegnata la più insostenibile delle città, dal punto di vista della mobilità, si è dato troppo rilievo alla logica espansiva il quale esito è la subordinazione del sistema della mobilità alla localizzazione di nuove residenze in troppi casi
strettamente dialoganti con le aree per la grande distribuzione.
Si tratta a tutti gli effetti di una città prodotta senza un pensiero nei confronti dello spazio urbano. Siamo di fronte all’assenza totale di cura per il territorio e alla spregiudicatezza del mercato immobiliare in cui il risultato è la mera estrusione dei volumi della residenza, disegnati nell’ottica della massimizzazione della rendita, senza nessun valore aggiunto per spazio collettivo. Nulla è stato fatto per la qualità dello spazio che rimane tra le case, lo spazio che ci appartiene , un diritto acquisito in stagioni ormai lontane di urbanistica riformista.
Quello che sembra evidente è che la somma delle parti non fa una città, non crea occasioni convivenza e non basta a costruire quel surplus tra le case che potremmo definire banalmente urbanità ma che si fonda sul delicato equilibrio tra diritti e convivenza.
(Sandra Annunziata)

mercoledì 10 marzo 2010

Collatina, tratto Via Acqua Vergine - Via Longoni: ecco l'ordinanza


Firmata l'Ordinanza del Sindaco Alemanno con la quale si prevede il finanziamento per l'allargamento della Collatina da Via dell'Acqua Vergine fino a Via Longoni!

La fonte è il sito internet del Comitato di quartiere di La Rustica

Nel sito è riportato in allegato il file dell'Ordinanza.

venerdì 5 marzo 2010

ESPOSTO ILLUMINAZIONE PUBBLICA PONTE DI NONA





A tutti i residenti e associazioni di quartiere interessati.

In attesa di predisporre nuovo esposto generale in materia di emergenza mobilità, Vi allego la SEGNALAZIONE E RICHIESTA INTERVENTO che ho effettuato ieri sera al Consorzio Ponte di Nona, all'Acea ed al Comune di Roma in merito ai FREQUENTI E RIPETUTI BLACK OUT AGLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA del comprensorio Nuova Ponte di Nona.

A scopo informativo, Vi ricordo che il Consorzio Ponte di Nona, responsabile dell'urbanizzazione del quartiere, ha stipulato due convenzioni urbanistiche nel 1995:

1) una prima CONVENZIONE CON IL COMUNE DI ROMA per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

2) una seconda CONVENZIONE CON L'ACEA per la realizzazione della rete elettrica del quartiere.

Pertanto se da un lato il Comune di Roma è competente a vigilare sull'attuazione delle opere di urbanizzazione ed a collaudarle (prendendole in carico per la manutenzione) SOLTANTO se realizzate a REGOLA D'ARTE, dall'altro lato è invece l'Acea ad essere competente a vigilare sulla corretta realizzazione della rete elettrica ed a collaudarla (prendendola in carico) SOLTANTO SE E QUANDO quando la stessa verrà realizzata a regola d'arte.

Lo scopo della mia segnalazione è stato quindi duplice:

1) chiedere al Consorzio di risolvere finalmente i ripetuti black out;

2) contestualmente ricordando all'Acea di collaudare seriamente la rete elettrica del comprensorio, prima di prendersela in carico definitivamente.

Vi informo che oggi stesso, a seguito della ricezione dell'esposto il CONSORZIO PONTE DI NONA MI HA TELEFONATO, rassicurandomi:

1) di aver provveduto a RIPARARE I GUASTI che ieri avevo segnalato (Via R.Chiodelli tratto in corrispondenza entrata parco e a Via C.B.Mosca). Dal momento che non sono ancora rientrato a casa, non sono in grado di verificare se quanto asserito corrisponde al vero;

2) che i guasti in questione sarebbero dipesi da un tentativo di effrazione di un armadio Acea a seguito del quale lo stesso Consorzio avrebbe sporto denuncia contro ignoti.

Cordiali saluti,

avv. Corrado Stefano Gotti

consigliere onorario CdQ Nuova Ponte di Nona

martedì 16 febbraio 2010

PROBLEMI MOBILITA' QUADRANTE EST ROMA - ESPOSTO

Aderiamo all'iniziativa proposta dall'Avvocato Gotti e riportiamo quanto segue.


PROBLEMI MOBILITA' QUADRANTE EST ROMA - ESPOSTO

Da: avv. Corrado Stefano Gotti
Consigliere onorario CDQ Nuova Ponte di Nona

Oggetto: redazione ESPOSTO GENERALE EMERGENZA MOBILITA' (BUS E METRO) QUADRANTE ROMA EST

****

A tutti i cittadini residenti nei quartieri Nuova Ponte di Nona, Colle degli Abeti, Lunghezza, Castelverde;

A tutte le Associazioni e Comitati di Quartiere interessati;

A tutti i siti internet e/o blog interessati;


In qualità di avvocato del Foro di Roma, consigliere onorario del CDQ Nuova Ponte di Nona e (soprattutto) residente nel quadrante in oggetto, ho intenzione di redigere ed inoltrare un esposto alle Pubbliche Amministrazioni/Aziende competenti in materia di mobilità (Comune di Roma, Regione Lazio, Atac, Trenitalia, ecc.) al fine di rinnovare/richiamare l'attenzione sulla DRAMMATICA EMERGENZA MOBILITA' patita QUOTIDIANAMENTE DA TUTTI I RESIDENTI del quadrante ROMA EST fuori dal GRA compreso tra le vie Collatina e Prenestina (Nuova Ponte Nona, Colle Abeti, Lunghezza, Castelverde);

a tal fine sono a chiedere a TUTTI i cittadini residenti, a TUTTE le associazioni, a TUTTI i comitati di quartiere ed a TUTTI i siti internet/blog interessati di FARMI PERVENIRE qualsiasi tipo di OSSERVAZIONI, SEGNALAZIONI, RICHIESTE, PROTESTE, PROPOSTE ED ALTRO MATERIALE UTILE ALLA REDAZIONE DELL'ESPOSTO;

tutto le richieste, osservazioni e proposte pervenute dai cittadini saranno elencate nell'esposto che, una volta redatto, verrà messo gratuitamente a disposizione di chiunque ne farà richiesta per pubblicazione e diffusione su siti e/o giornalini di quartiere;

confido nella fattiva collaborazione di tutti, soprattutto dei cittadini, associazioni e comitati che meglio conoscono le problematiche di mobilità e/o sono in grado di suggerire idonee soluzioni da proporre alle Pubbliche Amministrazioni/Aziende interessate al fine di RISOLVERE la emergenza mobilità che da troppo tempo ormai affligge il nostro quadrante.

Chiunque desideri, potrà telefonarmi nelle ore pomeridiane ai seguenti recapiti:
Cell. 328.7343042
Studio: 06.86326762

In attesa di riscontro, saluto tutti cordialmente

Corrado Stefano Gotti

Avvocato del Foro di Roma
Consigliere onorario CDQ Nuova Ponte di Nona
E-mail: e-mail
Cell. 328.7343042

martedì 12 gennaio 2010

Residenza Universitaria a Ponte di Nona: entro fine mese l'assegnazione ma gli studenti protestano




La residenza universitaria di Via Colonnetti è stata aperta e finalmente sta per accogliere gli studenti fuori sede. Gli alloggi già sono stati assegnati ed entro fine mese gli studenti potranno accettare l'alloggio e prenderne possesso. Fornisco il mio personale benvenuto al quartiere a tutti i nuovi studenti futuri abitanti di ponte di nona.

La residenza Universitaria è una bella struttura nuova di zecca, moderna e confortevole ma con alcuni inconvenienti non da poco per i studenti assegnatari...
Anche questa struttura è...fuori sede. La gran parte degli studenti deve recarsi alle sedi universitarie del centro con i mezzi pubblici. Tuttavia gli studenti si stanno accorgendo che utilizzando i mezzi pubblici il tempo di percorrenza è di circa un'ora un'ora e mezza.

Gli abitanti del quartiere conoscono da tempo questa situazione e stanno aspettando da anni un miglioramento della situazione.

Ora i nuovi studenti pontenonini, allarmati da tanta distanza dalle sedi universitarie, attraverso Facebook si stanno organizzando ed oggi hanno un incontro con i dirigenti di Lazio Adisu per discutere anche del problema dei collegamenti.

Chissà se una collaborazione tra studenti e residenti non smuova le acque delle alte sfere per quanto riguarda i collegamenti necessari con il centro di Roma.
E' necessaria la costruzione della Stazione di ponte di nona già finanziata e il prolungamento della corsa del trenino fino a Termini. Nel frattempo sarebbe doveroso istituire un collegamento con la stazione della metro più vicina...

Tromba d'aria a Ponte di nona: alcune strutture non sono sicure


Nella notte tra venerdì è sabato una vera e propria tromba d'aria si è abbattuta sul quartiere. A farne le spese, non solo i vasi dei terrazzi, le tende per il sole inavvertitamente lasciate aperte, e i numerosi cartelli pubblicitari piegati dal vento, ma anche le brutte strutture in lamiera utilizzate, da parte dei costruttori, come recinto per i terreni ancora da costruire e anche una struttura utilizzata per la vendita degli immobili.
Sarebbe il caso che i signori costruttori, vista la loro competenza, si organizzassero diversamente per recintare i loro terreni e per vendere i loro immobili.
Se la tromba d'aria fosse capitata di giorno, ci sarebbe scappati numerosi feriti.

Ponte di nona: pedaggio A24, dopo il danno la beffa


Aumentato di circa il 13% il pedaggio del casello di Ponte di Nona.
A dispetto della media nazionale di aumenti che si aggirano attorno al 2-4%.
Dopo l'approvazione della mozione del Municipio VIII che impegnava l'assessore di competenza ed il Sindaco a rimuovere questo ingiusto balzello nei confronti di cittadini che si devono spostare ALL'INTERNO DELLA PROPRIA CITTA', non solo dopo un anno ancora nulla si è visto all'orizzonte, ma il pedaggio è stato aumentato in modo considerevole. Aumenti annuali che si aggirano intorno ai 300 euro se si considerano due macchine o scooter per ogni famiglia che ogni giorno prendono l'A24 per recarsi a lavoro.

Purtroppo, molte volte la scelta di prendere l'A24 si rivela obbligatoria vista l'attuale inadeguatezza delle altre strade di collegare Ponte di Nona con il resto del mondo. Si pensi a Via di salone, strada buia e stretta. Carente di segnaletica verticale e orizzontale. Con la famigerata curva della morte (anche negli ultimi periodi svariati incidenti). Si pensi alla Collatina, rifatta solo in parte e che comunque non collega Ponte di nona con il GRA. Si pensi alla totale inadeguatezza del trasporto pubblico e alla stazione di ponte di nona mai nata.

E' inutile ribadire che i cittadini del quartiere ponte di nona hanno diritto di non pagare l'a24 all'interno del comune di roma come avviene per tutti gli altri che utilizzando praticamente quasi lo stesso tratto di autostrada fino al GRA.

E' una questione di giustizia, una questione di diritti.

Buon anno ponte di nona.

mercoledì 23 dicembre 2009

Provincia WI FI: nel progetto anche il parco di nuova Ponte di Nona


Parte oggi, lunedì 21 dicembre, il Piano “Provincia Wi-Fi” nei Municipi di Roma, “un’opera di modernizzazione per tutta la cittadinanza“. Cosi’ il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha presentato oggi il primo hot spot, il primo nodo della rete ‘Provincia wi-fi’, un lavoro che, attraverso un processo di ascolto e partecipazione di tutti i municipi della citta’, portera’ all’installazione di 130 postazioni alle quali se ne aggiungeranno altre 120 che i municipi indicheranno in base alle richieste degli esercizi pubblici.

E' stata fondamentale la collaborazione con i municpi

dal Blog del quartiere Vigna Clara apprendiamo che il Municipio VIII ha segnalato alla Provincia il parco Nuova ponte di nona come location dove installare internet gratuito.



Quello messo in atto dalla Provincia di Roma è il piu’ imponente progetto in Italia per la diffusione del wi-fi sia per numero di abitanti coinvolti (circa 4 milioni di persone) che per superficie del territorio (5mila chilometri quadrati) e comuni interessati (121). Ma torniamo a Roma: da Marco Tolli, consigliere PD del XX Municipio, abbiamo ricevuto l’elenco delle circa 130 aree che sono state segnalate dai Municipi di Roma, elenco che sarà integrato da ulteriori proposte che saranno avanzate nei prossimi mesi dagli stessi Municipi, dalle associazioni e dai comitati della città. “L’impegno della Giunta Zingaretti è quello di realizzare queste postazioni entro il 31 dicembre 2010” conferma Tolli.

sabato 28 novembre 2009

A Ponte di nona riemerge l'antica via Collatina


Riportiamo da un articolo di Romauno

A Ponte di Nona emerge l'antica via Collatia

Come in un miracolo, accanto al catrame sbriciolato dagli pneumatici delle auto incolonnate, ecco apparire il basolato di leucite levigato incastonato nel terreno due millenni fa.
Perfettamente conservato, il tratto stradale risalente al I secolo d.C. e largo due metri e mezzo, appartiene al tracciato che collegava il centro urbano di Collatia, individuato in corrispondenza dell'attuale borgata de La Rustica, all'antica città di Gabi ad est di Roma.
Il prezioso ritrovamento è avvenuto durante i lavori effettuati dal XII Dipartimento del Comune per l'allargamento della via Collatina all'altezza di Ponte di Nona, come ci rivela il Dott. Stefano Musco, archeologo direttore della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.
Secondo i rilevamenti effettuati, la vecchia strada, sebbene sommersa, prosegue in direzione di Roma sotto il verde del Parco di Salone, un'area pubblica, di competenza dell'Ufficio Giardini del Comune, che la società per la Tav è obbligata ad attrezzare come opera di compensazione per l'impatto che l'attraversamento della ferrovia ad alta velocità produce sul territorio.
Sarebbe un'occasione per valorizzare e riqualificare i tesori nascosti che ogni tanto riemergono, anche in periferia.


Di seguito il link al video
http://www.romauno.tv/videonews.aspx?ln=it&id=36&vn=6178

Una maraviglia, ragazzi!!! Sarebbe bellissimo avere vicino casa un parco archeologico.

Dobbiamo rilevare alcuni imprecisioni storiche nell'articolo sopra riportato. L'antica via non si chiamava Collatia ma Collatina. Collatia era una antichissima città che sorgeva esattamente nel posto dove c'è ora il Castello di Lunghezza e non in prossimità di La Rustica. Infatti, il nome alla strada era dato proprio dal fatto che la stessa collegava Roma e Collatia, non Collatia a Gabii.

Altri tratti della Via Collatina sono stati ritrovati all'interno del nostro quartiere. Il primo tratto si trova nei pressi della nuova Casa dello Studente, proprio all'altezza dell'incrocio Via cicali, Via Collatina(nuova). L'altro nei pressi del centro commerciale, e ancora nei pressi del boschetto verso Colle degli abeti.
Peccato che ormai si trovano allo stato di abbandono e se non si provvederà alla loro manutenzione nel giro di poco tempo spariranno ancora una volta.

Per ulteriori approfondimenti leggi questo post

http://viapontedinona.blogspot.com/2009/03/lantica-collatina.html

giovedì 19 novembre 2009

Complanari A24, nuova convenzione tra Strada dei parchi e Anas


Riportiamo dal sito internet borsaitaliana.it

La Societa' Strada dei Parchi, controllata al 60% da Autostrade per l'Italia, ha richiesto il riequilibrio della concessione ai sensi della direttiva Cipe 39/2007. Nello schema sottoscritto si disciplina la gestione delle autostrade A24 e A25 (per un totale di 281,4 Km) e la realizzazione, in sostituzione dell'adeguamento del tratto a tre corsie dell'autostrada A24, tra Via Palmiro Togliatti e la Barriera di Roma Est previsto nella convenzione del 2001, di complanari tra la barriera di Roma est e Via Palmiro Togliatti e della terza corsia tra Via Palmiro Togliatti e la galleria Pittaluga. In particolare, per la realizzazione dell'opera, si prevedono contributi statali e contributi pubblici della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma. La scadenza della concessione e' fissata al 31 dicembre 2030.


"Siamo molto soddisfatti, ha commentato l'a.d. Giovanni Castellucci. Ora tutte le concessionarie del Gruppo, fatta eccezione per RAV che dovrebbe arrivare alla firma in tempi brevi, hanno siglato con Anas la nuova convenzione unica, che garantisce quella certezza regolatoria indispensabile per chi opera nel nostro settore. Auspico che l'iter approvativo venga perfezionato in tempi rapidi per consentire alle due societa' di procedere velocemente alla realizzazione dei piani di potenziamento e ammodernamento delle arterie in gestione, che prevedono complessivamente investimenti per oltre 459 mln di euro entro il 2013".

Gli schemi, informa una nota, diventeranno efficaci a seguito dell'iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente, che prevede l'approvazione del testo convenzionale da parte del Cipe, l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari, la stipula della convenzione, l'emanazione del decreto interministeriale di approvazione della stessa da parte del Ministro delle Infrastrutture e del Ministro dell'Economia e delle Finanze e, infine, la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti, evento che ne determinera' l'efficacia. Fino all'efficacia dei nuovi schemi di convenzione unica troveranno applicazione le formule di adeguamento tariffario previste nelle concessioni vigenti.

domenica 15 novembre 2009

Collatina: stanziati trecento mila euro per l'illuminazione pubblica nel tratto cicali-acqua vergine




La giunta comunale, presieduta dal sindaco Gianni Alemanno, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici e periferie, Fabrizio Ghera, dà il via alla realizzazione di impianti di illuminazione pubblica in via Collatina, nel tratto tra via dell'Acqua Vergine e Via Cicali. "Sono stati stanziati circa 300 mila euro - spiega l'assessore ai Lavori pubblici e Periferie - per l'installazione di 74 punti luce. Dopo aver realizzato i lavori di adeguamento della Via Collatina, si aggiunge, sullo stesso tratto, anche un altro intervento di messa in sicurezza a conferma dell'attenzione che la giunta Alemanno sta dedicando al rilancio e alla riqualificazione delle periferie romane". (omniroma.it)

Era un passo importante per la messa in sicurezza di quel tratto di strada, recentemente allargata. Soprattutto la rotatoria posta all'incrocio con via di Salone non illuminata poteva rappresenmtare un serio pericolo per gli automobilisti.
Ora speriamo che venga attuata subito la delibera.

sabato 14 novembre 2009

Collatina, dopo i lavori poco è cambiato: “Muoversi resta un incubo” (articolo di Roma today)


Riportiamo un articolo tratto dal quotidiano on line Roma Today

Ad un mese di distanza dalla fine dei lavori nel tratto via Cicali, via dell'Acqua Vergine, siamo andati a chiedere agli abitanti di Ponte di Nona cosa è cambiato rispetto a prima. Amara e sconfortante la risposta

Nient'altro che un cerotto sulla ferita e non la cura”. Dopo il rifacimento del tratto di arteria che va da via Cicali a via dell'Acqua Vergine i problemi di traffico per gli abitanti di Ponte di Nona non si sono risolti. Francesco Gargiuoli del Comitato di quartiere ci spiega come l'intervento, per quanto abbia alleggerito un po' le code, non sia stata la soluzione al disagio che vivono migliaia di automobilisti che al mattino si recano a lavoro.

“Si è leggermente smaltito un po' di traffico ma giusto da via Cicali a via dell'Acqua Vergine”, ci dice, “l'unico tratto asfaltato e allargato finora. Da lì in poi tutto resta come prima. Qualcosa ultimamente è stato fatto non possiamo nasconderlo ma ancora resta moltissimo da fare”. Secondo alcuni in termini di sicurezza, addirittura, la situazione sarebbe peggiorata visto che la strada è ancora senza illuminazione ma al contempo asfaltata e più larga e, quindi, permette a incoscienti guidatori di premere sull'acceleratore senza pensare ai rischi che si corrono.

Nuova Ponte di Nona registra l'arrivo dei primi abitanti nel 2002 ma conta oggi già circa ventimila anime e altre migliaia saranno in arrivo appena chiuderanno i cantieri degli ultimi palazzi. “La mattina continuo a svegliarmi alle 6 per arrivare in ufficio alle 9”, ci racconta un residente, “guadagno giusto quei dieci minuti di tempo in più rispetto a prima in quel tratto di strada che è più largo ma poi è la stessa cosa”. La Collatina, del resto è utilizzata anche da chi viaggia in auto da Lunghezza, Lunghezzina, Castelverde e quartieri vicini e resta per ora l'unica via di fuga da queste zone.

La mattina continua a svegliarmi alle 6 per arrivare a lavoro alle 9 Un'alternativa valida a questa arteria stradale così trafficata non esiste ancora. Per raggiungere il Gra occorre passare da qui. La parallela via di Salone è messa ancora peggio della Collatina in termini di manutenzione e traffico. “Pretendere di andare da via Prenestina è assurdo”, ci spiegano alcuni abitanti di Nuova Ponte di Nona. “Si rischia di metterci il doppio del tempo”. Per raggiungere la Tiburtina, poi, si potrebbe ovviare col passaggio da via di Noale, passando per il polo Tiburtino, ma il risultato non cambia. Resta l'A24 che dal casello di Roma est da la possibilità di raggiungere meno faticosamente la tangenziale e il raccordo anulare. “Tuttavia anche da questa parte la mattina nelle ore di punta si trova traffico”, aggiunge Gargiuoli. “Resta il fatto che noi a differenza di Settecamini dobbiamo pagare il pedaggio. Per come siamo messi almeno questa agevolazione dovevano darcela”.

A questi problemi di viabilità si aggiungono quelli legati alla carenza di mezzi pubblici. “Abbiamo un solo capolinea provvisorio nel quartiere di un autobus che permette di raggiungere la stazione di Lunghezza”, dice ancora il componente del Comitato di quartiere, “e un'altra linea che però passa per via Collatina e dunque incontra lo stesso traffico delle automobili. I treni che portano da Lunghezza a Tiburtina sono squallidi e il parcheggio davanti alla stazione insufficiente. Avrebbero dovuto pensare una linea metro che arrivasse sin qui”.

Si spera che le cose presto possano cambiare visto che è in corso la costruzione della bretella che collega l'A24 a via Palmiro Togliatti, inoltre altri lavori sono stati promessi al fine di rendere più vivibile la lontananza dal centro di Roma. Tuttavia prima di vederli ultimati passeranno degli anni. Nel frattempo la gente continua ad arrivare e il traffico ad aumentare. Così molti hanno rinunciato ad aspettare “tempi migliori” e hanno, dopo soli pochi anni dall'acquisto, già venduto casa per spostarsi in zone dove andare a lavoro la mattina non sia un incubo.

Ponte di nona senza le pensiline: ecco le motivazioni

Riportiamo l'intervento dell'avv. Gotti che gentilmente è intervenuto in questo blog per chiarire il motivo per cui attualmente non ci sono fermate degli autobus adeguate, dotate di pensiline....

A chiarimento del dubbio, comunico quanto segue.

Per installare le pensiline, l'Atac esige fermate dotate di piazzole regolamentari che consentano l'arresto del bus e la salita/discesa dei passeggeri in condizioni di sicurezza (circa 12 metri).

Per dotare le fermate di piazzole regolamentari il Consorzio dovrebbe eliminare diversi parcheggi e/o posti auto su strada, necessari a compensare le volumetrie realizzate sulla base delle concessioni edilizie.

L'eliminazione di tali parcheggi e/o posti auto su strada metterebbe a rischio il positivo collaudo delle opere da parte del Comune.

In sostanza, al pari di ogni altro problema urbanistico esistente nel comprensorio Ponte di Nona, la colpa per la mancanza delle pensiline del bus è imputabile alla carente/inesistente pianificazione/progettazione urbanistica da parte del Comune di Roma che, fino a quando il collaudo non sarà avvenuto, non è in grado/non può/non vuole intervenire.

A ben vedere, versano nella stessa situazione i cassonetti dell'immondizia: la loro collocazione non è mai stata pianificata fin dall'inizio ma lasciata, anche in questo caso, all'iniziativa del Consorzio che, in parte d'intesa con l'AMA, ha collocato molti dei cassonetti anch'essi su aree di parcheggio e/o posti auto pubblici.

Saluti,

avv. Corrado Stefano Gotti
consigliere onorario CdQ Nuova Ponte di Nona
corradogotti@inwind.it

venerdì 6 novembre 2009

Ponte di nona, un quartiere senza pensiline e fermate dedicate agli autobus



Se ne sono dimenticati. O il Consorzio, l'associazione di imprese costruttrici che deve effettuare l'urbanizzazione del quartiere, e il Comune non l'avevano previsto in Convenzione. Non sappiamo esattamente ma nel quartiere nuova Ponte di Nona non sono stati previsti gli spazi per le fermate dell'autobus.
Sì esatto, avete letto bene. Si decide di costruire un quartiere da zero e non si pensa alle fermate degli autobus. Chilometri di marciapedi, larghissimi, anche più della stessa strada che costeggiano strada non hanno previsto, chessò una rientranza, una area di sosta dedicata.
Di aree a disposizione c'erano e tante. Niente strisce gialle a proteggere lo spazio vitale del bus.
Paline provvisorie poggiate sul marciapiede e nulla più. L'autobus sosta dinanzi alle macchine parcheggiate o agli cassonetti della spazzatura. Di pensiline per proteggere i Pontenonini dalla pioggia neanche l'ombra. Su via Caltagirone, poi, nelle ore di maggior traffico si ferma sulla corsia di sorpasso, a causa delle macchine parcheggiate in doppia fila di fronte al palo poggiato sul marciapiede che dovrebbe essere una fermata.
Qualcuno intervenga per favore! E non ci vengano a dire che il Comune non può fare niente perché l'area ancora è in mano al consorzio. Noi paghiamo le tasse come tutti i cittadini, abbiamo la residenza anagrafica a Roma e abbiamo diritto di ricevere i servizi essenziali come gli altri cittadini romani.

sabato 17 ottobre 2009

Ponte di Nona: un superluogo umanamente sostenibile?

Con questo post inizia il nostro approfondimento sulla nuova realtà urbanistica che stiamo abitando e vivendo, noi a Ponte di Nona (Roma). Il concetto di centralità metropolitana. I grandi centri commerciali sono stati definiti "superluoghi" Vi invito alla lettura di questi brevi brani che possono essere utili per "rileggere" con consapevolezza il nostro quaartiere e il suo rapporto con la città... (dal sito www.superluoghi.it)

ll paesaggio metropolitano è caratterizzato oggi per enclaves iperspecializzate.
In quello che è stato più volte definito lo sviluppo “metropolitano” o “diffuso” della città, sono quasi del tutto scomparsi i caratteri locali, i luoghi multifunzionali, gli elementi di collegamento tra il paesaggio naturale e quello edificato, gli spazi pubblici tradizionali della piazza e della strada, i confini tra la città e la non città.
Molto spesso l’urbanistica e l’architettura hanno prodotto quartieri monofunzionali, “monografie” rinchiuse in se stesse ed alienanti, che hanno sottratto vitalità e identità ad altre parti del territorio metropolitano (cinema multisala vs cinema nei centri storici, grande distribuzione vs mercati rionali ecc.).
La dispersione e la frammentazione sono divenute “padrone del campo”, stabilendo una nuova tipologia di connettività urbana e territoriale. Il prodotto di questo fenomeno potrebbe essere definito come un sistema dove il rafforzamento del significato di “movimento” (circolazione nello spazio, informazione e cambiamento rapido di direzione) attribuisce nuovo valore agli aspetti fisici della città stessa. Il concetto di flusso rappresenta la forma di questo movimento, in contrasto con il modello tradizionale di località centrale ed hinterland.
Nello stato di “flusso permanente” della società, si assiste cioè al passaggio dal modello di città centrale a quello policentrico o integrato, fino alla più contemporanea definizione della città come “rete o ragnatela di attività”, caratterizzata da nodi e luoghi di flusso.
Dal nostro punto di vista, i nodi della città metropolitana – siano essi i luoghi del commercio, del tempo libero, dello scambio, della mobilità, della residenza - per poter fornire risposte urbane alle esigenze dei suoi abitanti, dovrebbero corrispondere ad un sistema integrato di luoghi e di flussi per consentire un movimento relativamente semplice di persone, cose, merci ed informazioni;esprimere compiutezza semantica per poter rappresentare i centri diffusi o le nuove centralità della città metropolitana; contenere tutti gli elementi di sostenibilità urbana, sociale, ambientale per poterne garantire vitalità ed identità. Un luogo di flusso – parte e componente di un sistema più complesso – dovrebbe esprimere caratteri di interdipendenza piuttosto che di indipendenza.
Se la città contemporanea è un sistema di nodi interconnessi che compongono reti e ragnatele di attività, i “superluoghi” sono da considerarsi come nodi appartenenti contemporaneamente ad una molteplicità di reti, locali e globali: luoghi degli scambi a scala planetaria tra le città, i gruppi sociali, le forze economiche che partecipano alla globalizzazione, funzionali cioè ai flussi materiali e immateriali che strutturano l’ordine economico mondiale (persone, merci, capitali, informazioni, saperi, creazione d’immagine), ma anche luoghi del lavorare, dell’abitare, del tempo libero, della mobilità, della permanenza, della socialità, quindi del vivere la dimensione metropolitana quotidiana.

La nostra ipotesi è che la creazione di relazioni di interdipendenza tra superluoghi, città, territorio debba essere intesa cercando declinazioni possibili e parafrasando quella che J. Borja e M.Castells affermano essere la principale sfida della città contemporanea, cioè “la capacità di comporre lo spazio dei flussi globalmente integrati e lo spazio dei luoghi localmente frammentati, nella cui specificità si ritrova la forma concreta della vita quotidiana” (J.Borja, M. Castells: “La città globale”, ed. De Agostani, Novara 2002).
Questo significa, per la pianificazione e la progettazione dell’architettura urbana, articolare il proprio fare in funzione di alcune parole chiave:

Connessione: lo stato di connessione di un luogo dipende dalla sua collocazione rispetto alle reti di trasporto pubblico, privato, alle reti tecnologiche, ma anche dalla sua accessibilità pedonale o ciclabile.
Il superluogo dovrebbe essere pertanto un nodo territoriale che raccoglie tutti i flussi della mobilità, che offre molteplici possibilità di avvicinamento, per poter garantire la maggior sinergia possibile tra le sue funzioni specifiche e le attività della vita quotidiana.

Ibridazione: il carattere ibrido di un luogo fa riferimento al superamento di vocazioni monofunzionali verso una tale mixitè di funzioni, attività, servizi, spazi (pubblici, privati, per le auto, le biciclette i pedoni) tali da garantire uno spettro articolato di situazioni ed esperienze urbane: in questo caso non sono gli orari di apertura e chiusura a scandire la vita di un luogo, ma le variazioni nel tempo di ritmi e usi.
Lo stato di ibridazione di un superluogo dipende quindi dalla presenza, dall’assenza, dalla complessità, dalla qualità di questa “mixitè”; dall’andamento dei ritmi che animano il luogo e non da orari di apertura e di chiusura. Il superluogo dovrebbe creare un sistema ibrido tra schema urbano, architettura, attività per il tempo libero, per il commercio, la cultura, il lavoro.

Vulnerabilità:La vulnerabilità di un luogo riguarda principalmente la qualità dei suoi spazi pubblici e la loro capacità di generare relazioni, incontri, aggregazione tra le persone. Per ragioni di sicurezza spesso gli spazi pubblici di centri commerciali, aeroporti, stazioni etc… sono il regno di cancelli, barriere, telecamere, e chi li gestisce ha la facoltà di respingere le persone non gradite, perché legittimato a considerare le aree di sua proprietà. Un luogo pubblico è al contrario vulnerabile quando ospita contemporaneamente, magari in orari scaglionati, gente di età, interessi, appartenenza sociale diversa, ma soprattutto quando può ospitare l’inaspettato, un comizio, un concerto, uno speach-corner. Un superluogo dovrebbe allora essere dinamico come i flussi che lo attraversano, in parte irrisolto o incompleto, aperto a cambiamenti repentini d’uso e di significato, possibilità per gli users di modificarne ed appropriarsi dei suoi spazi secondo le diverse pratiche che vi potrebbero avere luogo.

Porosità: la porosità di un luogo riguarda lo stato dei suoi confini, il loro essere elementi che consentono o meno l’instaurarsi di relazioni tra ciò che sta al di qua e al di là dei confini stessi. Una linea di confine può fungere da barriera ideale che isola un luogo dal contesto, oppure da occasione per creare fusioni tra elementi costruiti e del paesaggio, consentire relazioni tra logiche e sistemi spaziali differenti, restituire nuovi significati al contesto. Una linea di confine presuppone l’esistenza di un varco, di una soglia.
Può trattarsi di “porte” o di ambiti più complessi, ed essere preposti solo all’attraversamento, oppure anche alla sosta o al dispiegarsi di situazioni e attività rese possibili dal potere attrattivo del luogo. Perimetri e soglie dei superluoghi dovrebbero quindi essere membrane dinamiche attraverso le quali avvengono interazioni e trasformazioni con il contesto urbano stabilendo nuove relazioni creative.

Autenticità: I luoghi/territori della globalizzazione, hanno rapidamente assunto un proprio valore estetico ed architettonico. Inizialmente frutto della “sublimazione urbanizzata della felicità kitsch” (F.Irace: “Multipiani per gli acquisti”, in “Sole24Ore”, 27-12-2000), in molti casi l’autenticità di questi luoghi è diventata un pretesto per ricostruire i centri storici delle città italiane, attraverso la successione di surrogati architettonici, pastiche di stili sfacciatamente neobarocchi, neorurali, neorinascimentali. In seguito la costruzione delle identità dei superluoghi è stata affidata alla firma di un archistar, sorta di novello Victor Gruen, in grado, da solo, di stabilire l’autenticità dei luoghi della globalizzazione. Il superluogo dovrebbe invece essere il mezzo per far risorgere il reale, la realtà urbana della città contemporanea.
(Rem Koolhas: “The next big thing” in “Project on the city, guide to shopping”, ed.Taschen, Spagna, 2001).

giovedì 15 ottobre 2009

La Nuova Collatina: fine primo tempo (Ponte di Nona vs collegamenti stradali 1-0)


Bello percorrere il tratto appena rifatto. Un asfalto che permette agli automezzi di scorrere via come una palla di biliardo. E poi è larga. Scompare quella sensazione claustrofobica che c'era prima degli agognati lavori e i pericoli conseguenti alla vicinanza degli autoveicoli che si sfioravano. Si vedono addirittura marciapiedi. E le interruzioni per gli allargamenti ormai sembrano un vecchio brutto ricordo. Spettacolare è la nuova rotatoria in uno degli incroci più rischiosi di Roma. Utile non solo per chi deve percorrere la Collatina ma anche per chi proviene o deve svoltare in Via di Salone (ancora allo stato brado purtroppo).
Un plauso al Comune di Roma che sta rispettando le promesse fatte. Ma il fischio finale della partita ancora non c'è e siamo giunto solo al primo tempo.
Il rifacimento, per ora, è previsto da Ponte di Nona nuova sino all'incrocio con Via dell'Acqua Vergine. L'intenzione, da parte dei politici, è di rifare il tratto sino alla Rustica e dotare tutta la via di una illuminazione adeguata. Il lavoro portato a termine dovrebbe prevede anche un indispensabile collegamento con il raccordo anulare una rotatoria a Via dell'acqua Vergine
Coraggio!
Tutti i cittadini aspettano che il lavoro sia completo.

sabato 4 luglio 2009

Collatina: nero su bianco (anzi rosso su giallo)


Dopo l'annuncio di ieri, che ha portato speranza agli abitanti del quartiere di Ponte di nona nuova, Lunghezza, Colle degli abeti, circa l'inizio dei lavori che metteranno in sicurezza la collatina (per adesso almeno sino all'incrocio con Via dell'Acqua vergine) oggi pubblichiamo il cartello di inizio dei lavori!!! Carta canta! Anzi, cartello canta! ,
Il Comune di Roma ha messo nero su bianco (anzi rosso su giallo che è meglio) la data di inizio lavori, la ditta costruttrice e altri informazioni disponibili per tutti gli utenti.
Il Cartello si trova nei pressi dell'incrocio (rotatoria) tra Via Cicali e collatina.
Questo avvenimento è un fatto importante per gli abitanti del quartiere. Avranno una strada più sicura. Sono consapevoli che l'attuale amministrazione, se i cittadini si fanno sentire (attraverso il voto, esposti dei Comitati di quartiere, denunce personali) qualcosa la possono ottenere. E poi un fatto raro. I Politici hanno mantenuto le promesse: Incredibile! Di Cosimo disse che ha giugno sarebbero iniziati i lavori e cos' è accaduto (un mese di ritardo è concesso, suvvia).
Questo avvenimento dovrebbe essere un sprone per gli abitanti del quartiere per continuare le battaglie da portate avanti: in primis la stazione di ponte di nona e la manutenzione del parco.
Grazie a tutti coloro che si sono dati da fare per progettare e realizzare quest'opera.

venerdì 3 luglio 2009

"Al Via i Lavori sulla Collatina" Mancuso annuncia l'avvio dei lavori


Riporto integralmente il messaggio Riportato dal Consigliere Municipale MassimoMancuso sul sito viapontedinona.it

Cari amici Pontenonini, finalmente dopo tanti anni di lotte e talvolta anche di delusioni, possiamo affermare che l’inizio dei lavori di adeguamento della Collatina sono ormai imminenti.
Oggi nel pomeriggio si è svolto il sopralluogo finale che ha visto coinvolti tutti gli attori preposti e delegati per definire gli ultimi dettagli inerenti all’opera.
Presenti per la parte politica l’On. Marco di Cosimo, Marco Dari e il sottoscritto, mentre per quella istituzionale vari tecnici ed ingegneri dei dipartimenti comunali, la soprintendenza ai beni culturali, la società Acea, nonché la ditta che dovrà svolgere i lavori.
La prossima settimana inizierà la parte dedicata alla “cantierizzazione” , in poche parole arrivo dei materiali, casotto per gli operai, macchinari ecc. In tale fase si predisporrà un apposita segnaletica per la quale i Vigili Urbani hanno già dato il nulla osta e dopo circa 10 giorni inizieranno i lavori veri e propri.

Credo che ci leggerà voglia soprattutto capire cosa sarà fatto e i tempi di realizzazione, pertanto proverò ad illustrare ciò di cui sono a conoscenza.
I lavori possiamo dividerli in due lotti, il primo riguarderà la tratta che va dalla rotonda di Via Cicali- incrocio di via Dell’Acqua Vergine, e il secondo che è ancora in fase di progettazione, dall’incrocio di Via Dell’Acqua Vergine al ponte del G.R.A.
Per il primo intervento e previsto l’allargamento della strada di circa due metri, tra rotatoria Cicali e incrocio Salone, con la realizzazione del manto stradale (detta tappetino) e i canali di scolo.
Una rotatoria incrocio con Via di Salone, scarichi per le acque chiare, massetto della sede stradale di 30cm, predisposizione impianto d’illuminazione e larghezza della carreggiata tutta a 8 metri. Infine, o rotatoria o corsia d’accumulo incrocio Acqua Vergine.
In corso d’opera alcune cose saranno definite, vista la particolarità dei vincoli a cui è sottoposta l’area, e alle modalità cui dovranno lavorare gli operai, l’impresa CITTADINI titolare dell’appalto pensa di lavorare dall’interno dei terreni che costeggiano la strada per arrecare il minor disturbo possibile agli utenti ed al traffico, in virtù del fatto che i lavori avranno una durata di circa 8 mesi.
In data odierna si sono fatti notevoli passi avanti per la seconda parte di via Collatina dove alla rotatoria di via Acqua Vergine si sta valutando la possibilità di collegarla con una nuova strada ai parcheggi della stazione Rustica U.I.R e al GRA (A), progetto che richiederà un anno o forse più, ma nel frattempo si realizzerà una strada temporanea a cura dell’impresa che sta costruendo gli archivi della Agenzia delle Entrate (B), che ci collegherà con il GRA. Tempi previsti circa tre mesi. Inoltre per finire informo che lunedì sarà siglata la convenzione con RFI la quale darà inizio ai lavori (circa 4 settimane) per la riapertura della Collatina nel tratto Lunghezza- Cicali.
Di seguito maggiori info.

Con affetto Massimo Mancuso

Contatti

Per suggerimenti, comunicazioni, segnalazioni, potete scriverci all'indirizzo:
pontedinona_blogspot@rome.com